Rapporto Annuale Amnesty International 2012

maggio 25, 2012 at 8:09 am

Fonte: Rapporto Annuale Amnesty International 2012
Scheda: Israele e Territori Palestinesi Occupati

Le autorità israeliane hanno in genere negato le licenze edilizie ai palestinesi residenti a Gerusalemme Est e nell’Area C della Cisgiordania, dove Israele ha mantenuto la completa autorità di pianificazione e urbanizzazione, ostacolando il loro diritto a un alloggio adeguato. Le autorità israeliane hanno intensificato la demolizione di abitazioni e di altre strutture palestinesi in Cisgiordania che erano state costruite senza permesso, abbattendo nell’arco dell’anno più di 620 strutture. Quasi 1100 palestinesi sono stati sfollati a causa delle demolizioni, un aumento dell’80 per cento rispetto al 2010; più di altri 4200 sono stati colpiti dalla distruzione di 170 rifugi per animali e 46 cisterne. Particolarmente colpite sono state le vulnerabili comunità beduine e le comunità pastorizie, alcune a rischio di sfollamento permanente a causa delle gravi restrizioni di movimento, di ripetute demolizioni e della violenza da parte dei coloni.

Mufaqarah Project. To re-exist.

maggio 23, 2012 at 12:37 pm

Popular Struggle Coordination Committee: Brick by Brick. Building Permanent Structures to Fight Displacement in the South Hebron Hills

maggio 23, 2012 at 12:29 pm

Residents of the village of al-Mufaqara will defy pending demolition orders and the prohibition to build by erecting the first permanent structure.

This Saturday at 3 PM, residents of the South Hebron Hills village of al-Mufaqara, together with their supporters from across the West Bank, as well as Israeli and international supporters, will hold a festival of resistance to the Israeli policy of house demolitions and the complete prohibition of construction in the community. The festival’s participants will lay the cornerstone for a mosque, which is to be the first permanent structure in the village.

C/S: Palestinesi ritornano a costruire nel villaggio di Um Fagarah

maggio 21, 2012 at 7:09 pm

Palestinesi ritornano a costruire nel villaggio di Um Fagarah

Ieri prima azione nonviolenta della campagna in supporto alla comunità delle South Hebron Hills

21 maggio 2012

Um Fagarah – Colline a sud di Hebron, Cisgiordania

Il 19 maggio il Popular Struggle Coordination Committee e il Comitato Popolare delle colline a sud di Hebron hanno organizzato la prima azione della campagna a sostegno del villaggio di Um Fagarah. Obiettivo della campagna è la costruzione di case di mattoni per permettere ai palestinesi di vivere sulle proprie terre, sottolineando l’esistenza e la presenza continua del villaggio nel corso degli anni.

Circa un centinaio di persone hanno preso parte all’evento. Per tutto il giorno palestinesi e attivisti israeliani e internazionali hanno lavorato alla costruzione della prima abitazione.

Una maschera non basta

maggio 18, 2012 at 8:14 am

Venerdì 13 Aprile 2012

È venerdì, una mattina come tante altre e giorno di festa per il villaggio musulmano di At-Tuwani.

Sveglia alle 6:45 e alle 7:15 siamo già pronti a partire: io con altri due compagni.

Percorriamo la solita strada che ci conduce al villaggio di Tuba dove dobbiamo accompagnare al pascolo dei pastori con le loro greggi che quasi quotidianamente vengono minacciati e allontanati dai soldati da zone secondo loro vietate.

Il sentiero che scegliamo per arrivare al villaggio palestinese costeggia un’abitazione appartenente ai coloni dell’avamposto di Havat Ma´on di recente costruzione e da poco abitata. Alcuni degli ultimi attacchi subiti ai danni dei pastori palestinesi sono partiti proprio da quella casa. Ed è proprio da qui che dei cani sentendoci passare cominciano ad abbaiare e da quel momento è un susseguirsi di azioni velocissime: due uomini richiamati dall’ululato dei cani escono da quella casetta marrone, ci vedono, ci lanciamo un’occhiata, noi iniziamo a camminare con passo sostenuto, loro invece si sfilano le magliette di dosso e si coprono il volto. Da questo gesto possiamo solo immaginare le loro intenzioni.

Video – Restiamo Umani: prologo

maggio 17, 2012 at 10:19 am

Video: Palestinian hunger strikes

maggio 14, 2012 at 9:47 am

CNN: Palestinian hunger strikes – Is the non-violence the best strategy for winning statehood?

InvisibleArabs: Hunger

maggio 14, 2012 at 9:42 am

dal blog di Paola Caridi

1550uomini. Questo è il numero approssimativo dei detenuti palestinesi in sciopero della fame. 1550, forse di più. Perché alcune fonti parlano di duemila, altre di 2500. Potrebbe essere una cifra esagerata. E allora fermiamoci ai 1550. 1550 uomini in sciopero della fame, in una protesta partita formalmente il 17 aprile scorso, il “giorno dei prigionieri”. 1550 detenuti palestinesi che nelle carceri israeliane rifiutano il cibo. Di sicuro da venti giorni, il che non è uno scherzo. Alcuni di loro, però, non mangiano (per protesta) non da venti, bensì da quaranta, e alcuni da 70 giorni. 10 detenuti sono sotto osservazione perché in condizioni critiche. Due di loro, Bilal Diab e Thaer Halahla rischiano di morire: sono al 70esimo giorno di sciopero della fame, e oggi la Corte Suprema israeliana ha rigettato il loro appello contro la detenzione preventiva. Perché questo è il motivo della protesta collettiva, la più importante nella lunga, tragica storia dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, dossier accuratamente nascosto ed evitato nei negoziati di questi ultimi decenni.

Maan News Agency: Settler group patrols West Bank for demolition targets

maggio 14, 2012 at 9:40 am

BETHLEHEM (Ma’an) — A tiny village of Palestinian families in the southern West Bank has had an unwelcome visitor in recent months.

“He comes with small weapons and his camera, sometimes with armed forces, sometimes with settlers,” Susiya resident Nasser Nawaja says.

The armed visitor is Ovad Arad, the Judea and Samaria Director of Regavim, an Israeli non-governmental organization.

Arad’s job is to roam the West Bank photographing Palestinian buildings for the group’s legal petitions, which demand the Israeli government expedite their demolitions.

Susiya, a hamlet of 350 people, including 120 children, is now at immediate risk of forced displacement as a result of Regavim’s petition, the United Nations humanitarian affairs office says.

Ha’aretz: IDF closes Palestinian school to make way for West Bank training zone

maggio 14, 2012 at 9:34 am

Civil Administration issues demolition order against the school, though residents have no access to any other.
Akiva Eldar | May.14, 2012 | 12:30 AM

A Palestinian elementary school was shut down last week after Israel’s Civil Administration confiscated the vehicle used to transport teachers to it.

Teachers initially tried coming to the school, located in the Jinba cave village in the southern Hebron hills, by donkey, but this proved disruptive since they were often late.