Riflessioni di un volontario

settembre 1, 2013 at 1:57 pm

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. La riproduzione casuale mi passa questa bomba con la nonchalance che solo un computer può avere. Frase già sentita molte volte, ma gli esplosivi spesso hanno bisogno di un detonatore e forse qui l’ho trovato. Mi trovo nelle budella di un conflitto che sanguina da decenni, ma sento solo gente che chiede la pace. La chiede il soldato israeliano orgoglioso della sua divisa e della sua arma, tanto quanto il palestinese che sogna una terra per il suo popolo dove nessun israeliano possa più metter piede, armato o meno.

Non è il fucile puntato che fa impressione, e nemmeno il sasso scagliato di chiunque sia la mano dietro, quanto l’uomo che la comanda cercando la pace. Non ci sono giusti nel naufragio della vita, siamo tutti vittime e carnefici.
Possiamo essere carnefici di un popolo oppresso perché vittime di un sistema troppo forte, carnefici di menti violentate dall’odio perché vittime di ingiustizie troppo grandi, ma sempre con le migliori intenzioni e le nostre giuste ragioni. Sembra quasi disumano uscire dal sistema causa-effetto della catena dell’odio, ingiusto essere proprio io l’anello che cede perché tutta la catena si spezzi.